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Il fascino del deserto e delle
Oasi

- il Deserto Blu: situato tra Dahab e il Monastero di
Santa Caterina. La zona si chiama così perchè nel 1980
l'artista belga Jean Verame dipinse, come linea di pace, 4
km di Sinai con 10 tonnellate di vernice blu messe a
disposizione dalle Nazioni Unite.
Situato
fra Dahab e Santa Caterina, il sito può essere
facilmente visitato in una giornata. Nel 1980,
l'artista belga Jean Verame si recò nel deserto del
Sinai per tracciarvi, letteralmente, una linea di
pace. Con il permesso di Anwar El Sadat e la
concessione di 10 tonnellate di vernice da parte
delle Nazioni Unite, l'artista riuscì a dipingere
quattro miglia di Sinai. Un anno dopo, il tratto fra
Dahab e Santa Caterina era blu; da qui il nome di
Deserto Blu.
La cosa più stupefacente del Deserto Blu non è la
vernice blu che ricopre le rocce, ma lo spettacolo
della secca che si staglia contro il leggendario blu
del cielo del Sinai. Massicce sculture di granito e
massi dorati ricoprono la superficie del deserto, a
fianco di bellissimi fiori rosa. Il Deserto Blu è un
luogo ideale per arrampicate, fotografie o
semplicemente per sentirsi lontani da tutto.
- Ein Khudra: il suo nome significa "Oasi Verde"
ed è una delle più belle oasi del Sinai. Ha molte fontane
d'acqua zampillante, che nutrono le palme da dattero. Era
zona di sosta per i pellegrini che si muovevano tra
Gerusalemme e il Monastero di Santa Caterina. All'estremità
dell'oasi si trova il Canyon Bianco, che prende il nome dal
colore delle rocce
Oasi
di Ein Khudra Non lontano dalla strada che unisce il
Monastero di Santa Caterina con Nuweiba si trova l'oasi di
Ein Khudra, una delle più belle oasi della penisola del
Sinai. Il nome arabo Ein Khudra siginifca "Oasi Verde" e
descrive perfettamente la vegetazione rigogliosa dell'area,
dove sorgenti d'acqua zampillano dal deserto alimentando i
giardini di palme.
Se arrivate da sud vedrete la piccola oasi scintillare nel
deserto. Se poi amate anche la geologia, potrete accedere
all'oasi dal Canyon Bianco provenendo da sud ovest.
Oltre che ad essere una bellissima oasi, Ein Khudra ebbe
anche un importante ruolo storico. Era infatti punto di
riposo e rifornimento per i pellegrini che si muovevano tra
Gerusalemme e il Monastero di Santa Caterina. Le iscrizioni,
le pitture e i graffiti sulle rocce dell'oasi testimoniamo
il passaggio di greci, arabi, bizantini e crociati nel corso
dei secoli.
- Ein Umm Ahmed: oasi del Sinai vicino a
Nuweiba. Il suo nome s ignifica "Sorgente della madre
di Ahmed". L'oasi è abitata da beduini locali che
coltivano alberi da frutta, datteri e olivi
Ein Umm Ahmed è uno dei
luoghi più lussureggianti
nel deserto del Sinai.Tradotto dall'arabo il nome
significa "sorgente della madre di Ahmed".
L'oasi si estende su una
secca rigogliosa di vita:
l'abbondanza di alberi da frutto, con il loro carico
di limoni, olive, fichi e datteri appare travolgente
in questa remota località desertica.
Un orto di pomodori, basilico e menta testimonia
l'abbondanza dell'acqua.
L'oasi trabocca di
flora, fauna e uccelli.
La sorgente, ricca
d'acqua, è un sollievo sospirato per tutti i
viaggiatori che giungono dal deserto.
L'oasi di Ein Umm Ahmed
è abitata da beduini locali,
che si mostrano sempre ben disposti a condividere
con i visitatori un tè e a far loro ammirare questo
luogo sorprendente.
E' consigliabile assumere
una guida, poiché ci sono molteplici zone
interessanti da visitare lungo questo percorso.
- Wadi Feiran: la più grande oasi del Sinai, con
oltre 12.000 palme da datteri, abitata da molte
tribù beduine
Oasi
di Wadi Feiran Wadi Feiran è la più grande oasi del
Sinai, con oltre 12.000 palme da dattero. Si trova
in una lunga vallata che costituisce il principale
bacino di drenaggio della regione, che raccoglie le
acque di tutte le montagne situate fino al Golfo di
Suez.
Una cinta di mura circonda i palmizi. La zona ha
anche una rilevanza biblica: qui Mosè fece
zampillare una sorgente colpendo una roccia con il
bastone, e qui si insediò la prima roccaforte
cristiana del Sinai. Un antico convento cristiano ne
è la prova.
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